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Lale_nostalgicamente31
Capita anche a te di pensare che, al di là del mare, viva una città dove gli uomini sanno già volare?


Diario


31 marzo 2009

C'è una notte tiepida e vecchio blues da fare insieme

La notte in mano nostra.

C'era il Duomo, il buio, la pioggia e l'alcool che scorreva nelle vene.
I capelli fradici, l'acqua fredda che scendeva e bagnava il collo.
Brividi.
Di freddo.
Ma non solo.
Un bacio desiderato, labbra che sono state lontane per troppo tempo.

Un leggero ondeggiare...
Instabilità.
Colpa del rum o dell'emozione e della voglia di fondersi in un tutt'uno?
Qualche passo incerto.
L'alcool inizia a prendere possesso delle membra?
No, non solo.
La voglia di lasciarsi andare.
Correre, saltare, cantare a squarciagola in una notte nuvolosa
Vestiti bagnati, scarpe zuppe.
Chi se ne importa?
Lui è qui.
Vivi. Vivi. Vivi.
Godere il momento da film.

Parole bloccate, Le solite.
Guardarsi negli occhi.
No, non sono così coraggiosa.
Erano pronte a spiccare il volo, stavolta.
Ma no. Non posso

"Aiutami ad abbattere quel muro"




permalink | inviato da Lale il 31/3/2009 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 novembre 2008

Sub Zero

 Oggi fa freddo.
Ci sono 4 gradi fuori, e per la prima volta di mattina ho dovuto grattar via il ghiaccio dalla macchina.
Esco.
Maglione, Sciarpa. Cappotto. Guanti. Cappello.
Se chiudo gli occhi, ci vedo.
Ci vedo fuori dal Santana, con una birra ghiacciata sul collo, a cogliere ogni piccolo sospiro di vento per respirare. Vestiti di poca stoffa, tante risate e spensieratezza.
Ci vedo al DeSade, quasi sempre fuori a fumare, a parlare con tanta gente sconosciuta ma che divide la passione per la stessa musica, a ballare fino a che le gambe non cedono, a bere per evitare di disidratarci per il caldo.
Ci vedo ai concerti all'aperto, buttati su un prato a bere birra e farci mangiare dalle zanzare, maledicendo la Moratti e le sue leggi sui decibel, e cantando fino a farci mancare la voce.
Ci vedo alle 3 di notte ad un baracchino a mangiare panini pieni di schifezze e parlare di strnzate, e ridere e farci andare di traverso la coca cola, con poca voglia di dormire, ma tanta di assaporare l'estate, la mancanza di pensieri e preoccupazioni.





Ci vedo in tre in un'altra nazione, con 40 gradi all'ombra e tanta voglia di avventura.
Ci vedo prendere aerei, treni, pullman e taxi.
Ci vedo sorridenti, in panico, stanche, abbronzate, affamate, arrabbiate.
Ci vedo mentre facciamo code, percorriamo chilometri e chilometri in treno, su e giù per la Spagna, portandoci dietro le nostre enormi valigie, conoscendo ogni volta gente nuova, parlando un mix spagnoloitalianoinglese per farci capire, cmbiando continuamente ostello, compagni di camera, letti, città.
Ci vedo sulla spiaggia di Barcellona e quella di Valencia, gustandosi finalmente un pò di riposo, cantando canzoni popolari milanesi, mangiando per l'ennesima volta da Pan's&Company... e poi in una fortezza araba tra le montagne andaluse, con le scarpe consumate, tutte sudate e alla ricerca continua dell'ombra... e poi in aeroporto, con l'aereo in ritardo, a giocare a Uno con sconosciuti che alla fine sconosciuti non erano più....



Ci vedo in due a passare giornate in assoluto relax.
Ci vedo a fare il bagno nel mare siciliano, poi tornare a casa e mangiare di tutto e di più... e assaggiare cose nuove, ascoltare i Dogo, parlare in maniera assolutamente sconclusionata, ridere, passeggiare, prendere pullmano per un'altra città.
Ci vedo in tre a vedere posti nuovi, a conoscerci un pò di più, a dormire insieme in un grande letto, a fare maratone di Sex and the city fino a tarda notte, a parlare al buio di cose senza senso, ad ascoltare musica e mangiare schifezze.
Ci vedo ad urlare ad un concerto tanto atteso, a passare una notte svegli tra frasi sconnesse, bolle di sapone e adrenalina.
Ci vedo a consolidare un'amicizia nata per caso, in modi inaspettati.
Ci vedo salutarci con la promessa di rivederci presto.






Ci vedo così, era l'estata 2008. Solo qualche mese fa.
A volte mi sembra così lontana, mentre scrivo con addosso un maglione di lana pesante, con le mani fredde e le strade ghiacciate.
A volte mi sembra così vicina, perchè se guardo le foto riesco ancora a sentire gli echi delle risate e delle canzoni cantate insieme un pò a caso.

Oggi ci sono 0 gradi. E ci vedo, perchè è stata una bella estate... e mi manca.




permalink | inviato da Lale il 25/11/2008 alle 14:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


27 ottobre 2008

Ritorni

Sono tornata a scrivere.
Lo so, è passato tanto tempo.
Non avevo il tempo, non avevo la voglia
E alcune volte, semplicemnte, non avevo l'ispirazione.

E' passato un bel pò dall'ultima volta che ho scritto,
e sono successe così tante cose, che è impossibile mettersi a elencarle, o descriverle tutte.
Anche pensandoci, anche se ci provo, 
facce, posti, mani, brividi, foto, risate, pianti, sorrisi, viaggi... si accavallano
Non saprei da dove iniziare e dove finire.

Quindi è meglio lasciar stare, mi dico.
Magari sono cose che evocherò pian piano che salgono.
Sì, così mi piace di più, invec di un elenco inconsistente di cose descritte in fretta.
Magari ci ritornerò su stasera stessa, perchè no?

Beh... sono tornata!




permalink | inviato da Lale il 27/10/2008 alle 13:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 luglio 2008

Passato.

Ci son macchine nascoste
e però nascoste male
e le vedi dondolare
al ritmo di chi è lì dentro per potersi consolare
godendo sui clacson
tra i fantasmi di Elvis...

Forse è successo perchè siamo due persone fondamentalmente sole.
Forse avevamo solo bisogno di perderci.
Forse, hai ragione Liga, cercavamo ci consolarci da una vita troppo bastarda.
O forse no. Forse non c'è un motivo,
Forse le cose accadono e basta.

Quella terrazza. Le luci della città sotto di noi. La birra.
Forse era inevitabile che accadesse.

Due corpi che si sfiorano,
Le mani che si intrecciano.
Gli occhi che si incrociano e si riabbassano in un sorriso.
Le labbra che si avvicinano e le lingue che si intrecciano.

Basta uno sguardo, una carezza in più
E la macchina, e altre birre, e un lago silenzioso.

Ritrovare odori e sapori.
Passato e presente che si fondono
come si fondono le anime
perse in un luogo remoto, lontano, ultraterreno.
Un brivido che abbraccia i fremiti e un secondo di oblio.

Ci siamo scambiati la pelle, le anime e le ossa
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue

Abbiamo passeggiato sul lago, fumando una sigaretta.
Poche chiacchiere complici, qualche sorriso leggero,
forse un pò malinconico.
Ho pensato solo che le cose sarebbero potute andare diversamente un anno fa.
I fatidici avrei voluto, avrei potuto, avrei dovuto.

Ma ho imparato a non recriminare troppo.
Quel che è stato è stato.
L'ho guardato. E ho provato un affetto profondo.
Diverso da quell'ossessione che era diventato un anno fa.
E in fondo, va bene così.





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7 giugno 2008

@DeSade

Ballare. Ballare. Ballare.
Ballare allo sfinimento.
Ballare fino a quando le ginocchia non cedono
e la schiena implora una pausa.
Ballare completamente persa.
Senza pensieri, paranoie, domande senza risposta.
Ballare come si può fare solo lasciandosi andare al bumbumcha.
Seguire il ritmo hiphop e non sapere più niente.
Non esserci più.
Essere solo un corpo, in mezzo ad altre decine
che si toccano, si sfiorano, si muovono a tempo
Persa. Persa. Persa.

Il venerdì del DeSade è qualcosa di unico.
E' la voce di Max Brigante che detta le regole di una serata che non puoi non amare.
E' il corpo di un ballerino di break dance che inizia a sciogliersi e la pista che si libera per lui.
E' i pezzi nuovi, vecchi, a volte un pò tamarri che non trovi altrove.
E' il ritmo. E' le gambe che saltano. E' le braccia che si alzano.

La sensazione di euforia, di divertimento, di sensualità, di esaurimento.
Il corpo non risponde più.
Segue la musica, senza controllo.
Non si tratta di cervello, di bravura, di concentrazione.
E' la scarica che parte dalle casse che pompano
attraversa l'aria
e ti entra nel corpo.
E allora balli, balli, balli.
Tutto il resto non conta più, è fuori, è lontano.
Lontano anni luce.

E tornare a casa mezza addormentata ma euforica.



Sono le 4 e sto crollando dal sonno, ma questo lo dovevo scrivere,
La scuola è finita, avevo solo bisogno di dimenticare qualsiasi cosa mi sia successa e qualsiasi cosa potrebbe succedere.

Probabile che abbia scritto cose sconnesse, concedetemelo. Da domani sono una maturanda che si spremerà il cervello per passare un cazzo di esame. Ma stasera vado a letto felice.




permalink | inviato da Lale il 7/6/2008 alle 3:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


5 giugno 2008

...ed è quasi la fine

Eggià. Due mesi che non scrivo...

Diciamo che sono stati due mesi... mesi.
Diciamo che molte cose sono cambiate.
Alcune in bene, altre in male.
E altre sono semplicemnte successe, perchè doveva andare così e va bene anche quello.

Come sto?

Ho un esame di maturità imminante che mi attanaglia lo stomaco.
a parte questo... ho passato giorni bellissimi.

Tanti, tantissimi, troppi giorni passati al pc.
In tre.
A comparare prezzi.
Raccolgiere informazioni.
Sfogliare cartine e atlanti.
Scegliere date, orari, posti.
Discussioni, risate, le solite cazzate.
E alla fine ce l'abbiamo fatta:
PARTIAMO PER LA SPAGNA!

15 giorni di sole, di mare, di treni.
Un interrail sul Mediterraneo e l'entroterra spagnolo.
E' molto più di quanto abbia sperato per l'estate della maturità.
Noi tre, e la Spagna.
Penso solo che è un sogno che si avvera.

E poi... e poi....
Sorvolando sui pomeriggi di studio,
Ci sono state e ci saranno le notti milanesi.
Notti al ritmo di hip hop sotto il cielo grigio che amo così tanto.
Hip hop sparato dalle casse del DeSade
Hip hop mixato dalle mani di Bassi all'Aliby
Hip hop pompato dall'autoradio.
Mentre attraverso Milano per raggiungere una bionda pazzerella

Perchè in due mesi qualcuno si è perso.
Qualcuno si è trovato
Ed è quando trovi qualcuno così che il resto non ha più senso.
Qualcuno con cui urlare ai concerti.
Qualcuno con cui passare serate folli, pazze, al limite.
Ma anche qualcuno con cui passare una serata come quella di ieri.
Sushi, sigarette, hiphop di sottofondo.
Chiacchiere serie, stupide, ridicole, da piegarsi in due dalle risate.
Guardare qualche programma stupido su mtv e commentare come vecchietti ai cantieri.
Guardare il cielo di Milano da un balcone, sentire le loro risate in soggiorno e pensare "così è perfetto".
Niente pare, niente giustificazioni, niente di niente che non sia... amicizia.
Quella appena nata. Che ti gusti fino in fondo. Che ogni piccola cosa ti fa ridere.
... e così va bene...

E infine... beh, parliamone.
E' grazie a questo che non sono nel panico.
Studio, già, sembra stano, ma sto studiando davvero tanto.
Tengo a bada la preoccupazione per ora.
Non ha senso rovinare giornate così belle.

Mancano 10 giorni all'inizio della maturità...
e domani è l'ultimo giorno di scuola della mia vita.

... inizia il countdown...




permalink | inviato da Lale il 5/6/2008 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 aprile 2008

E se sbaglio, mi dispiace, sarò un'altra delusione

Sempre più spesso la sera faccio cose di cui la mattina mi pento.
E non sto parlando di chissà quali cose, di chissà quali nottate balorde.
Parlo delle piccole promesse, dei patti che faccio con me stessa che poi non mantengo.

La mattina mi alzo
e ancora prima di aprire gli occhi maledico me stessa
perchè vado a letto troppo tardi
perchè mi addomento con l'ipod e poi la mattina la batteria è scarica
perchè potevo studiare ieri sera emannaggiaame
perchè vado a letto dicendomi
domani mattina mi alzo prima e lo faccio
e puntualmente spengo la sveglia e mi alzo solo dieci minuti prima di uscire
giusto il tempo per sistemarmi e buttarmi qualcosa addosso

Amo dormire, e allora perchè alle nove non mi metto a letto e dormo?
I motivi sono i più futili.
Apro una conversazione msn.
Guardo la tv finoallaprossimapubblicità che poi è sempre quella dopo ancora.
E aspetto.

Sì, in quest'ultimo anno sono diventata bravissima ad aspettare.
Perchè mi ripetevo sempre che ne valeva la pena.
Perchè a volte, la vita dipende da un telefono che squilla e da un nome che appare sul display.
E mi dicevo che fa niente, che domani mattina me ne pentirò, ma ora sto sveglia e aspetto.
Perchè se chiama mentre dormo poi la mattina è ancora più dura
Vedere che mi ha chiamato
Anche due volte
E io dormivo e non ho risposto
E potevo resistere di più e sentirlo darmi la buonanotte.
Ma tant'è.

e allora ho imparato
ad aspettare
ma anche ad rimanere delusa.
perchè è tardi, e non chiama.
e ho aspettato per niente.

e poi le giustificazioni.
forse non ha potuto.
forse non aveva credito nel cellulare.
forse si è addormentato

e intanto quella che non dormiva ero io

e più vado avanti e più è peggio
perchè aspetto. aspetto. aspetto.
e passano tre, quattro giorni.
e penso che forse sarebbe meglio cancellare tutto.
i messaggi, il numero, le foto e i regali.
poi però arriva inaspettatamente.
e non so che fare
perchè ne sono quasi dipendente
e mi manca
ma non posso continuare così.
perchè quando non c'è sto male.
e ultimamente sono più le volte che non c'è di quelle che c'è
ma quelle che c'è è il paradiso.
è quel mondo a parte dove posso sentirmi me stessa
e guardarlo mentre si addormenta
e addormentarmi così vicino a lui da sentirgli battere il cuore

ma poi è la caduta
perchè staccarsi è sempre dura
e ogni volta lo è di più
e vorrei solo sapere cosa vuole
cosa? eh?
mi basterebbe
posso innamorarmi? o posso viverla spensierata?
a me, lo sai, va bene anche così com'è
perchè ho imparato anche a quello.




permalink | inviato da Lale il 6/4/2008 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


18 marzo 2008

Mai

Morire per rinascere più forti.
Costi quel che costi.

E senti...
che il mio cuore non si affitta
e non ho l'interrutture dei sentimenti.




Sembra ieri...
Eppure mi hai cambiato la vita.





permalink | inviato da Lale il 18/3/2008 alle 13:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


17 febbraio 2008

Senza titolo

Se mi chiedessero di stilare una lista delle cose per le quali vale la pena di vivere, sicuramente un posto lo diedicherei alla sigaretta di fine serata.

Parlo dell'ultima sigaretta, quella che funo quando sto tornando a casa.
Dopo una serata di fumo e risate
Sola in macchina.
Io e lo stereo.
Com'era?
Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei
Nel mio caso è Raige.
Un cd mp3. Ci saranno su più di 50 canzoni.
Lo faccio partire a caso
Mai. Ci sono cose che sono per sempre che non spegni mai. mai. mai. mai.

Scelta casuale.
Ma sembra che Liga abbia ragione. Ancora una volta.


Amo guidare di notte.
Il paese, deserto.
Tengo giù appena il finestrino per far uscire il fumo.
C'è solo asfalto.
E la musica che esce dalle casse.

Allungo apposta il tragitto.
La macchina è in riserva.
Non mi importa. Non mi interessa.
Ora come ora, potrebbe anche fermarsi in mezzo alla strada.
Scenderei e me la farei a piedi.
Com'è bella la città di notte.

Non metto nemmeno in quarta.
Vado piano.
Non devo arrivare da nessuna parte. Non c'è nessuna fretta.
Lascio che le parole della canzone mi entrino dentro e mi riempiano.
La marlboro si consuma.
Ne accendo un altra e allungo la strada ancora un pò.

Non ho nemmeno voglia di pensare.
Lascio che sia la musica a guidare i miei stati d'animo.
Non penso. Provo.
Mi lascio travolgere dalla malinconia, dai ricordi.

E senti, che il mio cuore non si affitta
e non ho l’interruttore dei sentimenti

Parcheggio, e spengo lo stereo.
Per stasera, va bene così.


Mai. Ci sono cose che sono per sempre che non spegni mai. mai. mai. mai.
Mai. Ci sono cose che sono per sempre che non spegni mai. mai. mai. mai.








permalink | inviato da Lale il 17/2/2008 alle 1:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


26 gennaio 2008

Dolce paranoia, che mi culla, che mi scuoia

Io: Beh, adesso vedi di non sparire per altri 6 mesi!
Lui: 6 mesi?
Io: Eh...
Lui: Davvero sono passati 6 mesi dall'ultima volta che mi sono fatto sentire? Che stronzo che sono!
Io: Eh...

Caput.
E io gli ho dato cuore e brividi.
E labbra e pelle e mani e viaggi e sogni e parole.
E sì, fa un pò male.

Ora che ci penso,
la verità è che non ti penso
ora che ci penso
non cercarmi più
ora che ci penso
c'è un altro nel mio letto

Non c'è più posto per te

Ora che ci penso... posso farne a meno.
Posso andare avanti? Sì.
Anche se ogni tanto...
Ma no, no.
No.

Se un'altra cosa che ho perso
che mi è scivolata, che mi è caduta
Io ci ho provato, ma non ti ho tenuta

U'altra cosa data e dopo tolta
all'improvviso
senza preavviso
che rende inferno ciò che era paradiso

Un'altra cosa uscita dalla mia vita
che presto o tardi verra' sostituita,
in un futuro dove tu sarai passato remoto
cancellato, dimenticato, sarai una foto
buttata sul fondo di un cassetto chiuso
coperta da qualche maglia che non uso


Oggi ne posso fare a meno.
Qualcuno, sta colmando il vuoto.
Qualcuno diverso
Qualcuno.
Qualcun'altro
Che non è lui.

Addio.






Perchè dev'essere così difficile?




permalink | inviato da Lale il 26/1/2008 alle 14:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Resta in silenzio ad occhi chiusi a rilassarti
godi per tutte quelle vibrazioni che la musica sa darti
è il sottofondo dei momenti più importanti
spesso con poche note i ricordi si fanno avanti
e nn sceglie per razza o grado sociale
sta con chi nn vuol sentire,ma è disposto ad ascoltare
solo due auricolari possono bastarti
anche nella città che urla riesce ad isolarti
il giusto pezzo che può farti innamorare
magari di una lei o della vita in generale
il gusto di scartare un nuovo disco
scoprire poi le sfumature che al'inizio nn hai visto
e tu lasciati andare so che sei pronto
in camere con le cuffie immerso nel tuo piccolo mondo
la musica ti salva quando sei depresso
anche quando vuoi dimenticarti di essere te stesso




E' il club Di O Gi Oooo
Click-clack è il flow ziooo



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